Villa Ardeatina - Clinica Riabilitativa
Associazione pazienti oncologici dell’apparato muscolo-scheletrico
Associazione pazienti oncologici dell’apparato muscolo-scheletrico
RUKIJE è un'associazione di volontariato ODV formata da pazienti affetti da patologie dell'apparato muscolo scheletrico che opera presso il reparto di ortopedia Oncologica dell'Istituto Regina Elena di Roma.
In questa sezione troverai tulle le notizie e le informazioni relative ai progetti che l'Associazione ha realizzato.
Premio come miglior lungometraggio al Festival Internazionale di cinema “Uno sguardo Raro – Rare Diseases International Film Festival”
Menzione Speciale IFO, assegnato dai professionisti dell’IFO-Regina Elena–San Gallicano
Associazione Rukije Un Raggio di Sole
presenta
LA TERAPIA DELLA SPERANZA
Un documentario di Claudia Borioni e Matteo Alemanno
La foresta...
Immersi nel rigoglioso bosco è possibile fermarsi a guardare il cielo...
Tra i nostri obbiettivi c'è quello di migliorare la degenza non solo sotto l'aspetto psicologico ma anche pratico, sia per il paziente sia per i familiari. Abbiamo donati alcuni supplementi al reparto, di seguito le foto...
Il “Pub di Mauro” è un progetto che è stato realizzato grazie a una raccolta fondi organizzata dell’associazione “Mauro Giuliani – Per non sentirsi soli”.
Il “Giardino di Valentina” è una stanza pediatrica situata all’interno del reparto di ortopedia-oncologica dell’Ospedale Regina Elena di Roma diretto dal prof. Roberto Biagini, realizzata dalla nostra associazione, grazie alla generosità di tutte le persone sensibili che ci hanno sostenuto economicamente e che in questa sede ringrazio dal profondo del cuore!
La domanda che tutti si pongono è: "Perche hanno fatto un corso di Clown-Terapia?" "Allora, nel Reparto di Ortopedia Oncologica dell' IFO, vengono ricoverati anche i bambini?"
Purtroppo la risposta è: Si.
Ognuno di noi ha preparato un breve racconto della storia personale, di cosa gli è accaduto e come ha vissuto il suo percorso... Ogni storia è diversa; ogni storia esprime le proprie sofferenze, le frustrazioni, ma anche il coraggio di come abbiamo affrontato la malattia e di come ne siamo usciti.
Speriamo che queste storie possano essere d'aiuto a quanti si trovano ora ad affrontare la malattia, a far capire che, forse, la strada può essere difficile, ma che, alla fine, vinciamo noi....
Lei ha una malattia importante, molto importante: ha un sarcoma alla radice della coscia sinistra. Possibilità di errore? Così”. Sovrappose l’indice e il pollice lasciando uno spazio minimo.
Se adesso sono qui a raccontare la mia storia, significa che io ho vinto e lui ha perso
Mi chiamo Anna Chiara e ho 12 anni, e se devo dirla tutta sono un po’ risentita di essermi ammalata di cancro... A questa età, poi.
Sento che il futuro porterá notevoli cambiamenti nella mia vita che affronteró con sentimenti nuovi e giovani.
È proprio quando pensi di aver toccato il fondo e credi che non c’è più nessuna speranza, che un sorriso può cambiare le cose.
In quel preciso momento è successo quel che io definisco una "rapina a mano armata": vengo rapinata della mia vita in cambio di una che non conosco, non mi appartiene, che non so vivere e soprattutto che non voglio vivere.
Ogni volta che ho nominato me stessa, in realtà, avrei dovuto scrivere di tuta la mia famiglia. Perché in ogni battito del mio cuore, in ogni mio respiro, c’erano, ci sono e ci saranno anche loro. Sempre.
Con la malattia è come se io avessi messo in pausa la mia vita di tutti i giorni e ne avessi iniziata una nuova, in un luogo diverso e con tanti nuovi amici.
Uscita dallo studio del prof. Biagini iniziai a piangere, disperata perché avevo paura. Il giorno dopo, però, ero di nuovo carica e pronta ad affrontare la mia battaglia
Ora io e la mia protesi siamo diventati ottimi amici...
L’unica domanda che gli porgo è: "Che razza di madre avranno i miei figli?". E lui, pronto, mi risponde: "Avranno una madre!".
Non fu facile sentire ciò che avrei dovuto subire, infatti la dottoressa si meravigliò e disse ai miei genitori:“Anche la bambina rimane qui?”. Io, tutta convinta, risposi: “Si, non voglio che nessuno mi nasconda niente!
Oggi sono ancora qui e lo devo ai medici, ma tanto alla mia testardaggine e alla speranza che ho sempre avuto.
Certo la mia vita è cambiata, quello che mi è successo non mi permetterà mai di dimenticare ciò che mi è capitato, ma posso sicuramente dire che ora ho una speranza di avere un futuro.
Sono tornato con grande gioia a praticare il nuoto, faccio piccoli lavoretti nella mia casa di campagna: insomma sono felice di vivere...
È vero, ho dovuto e continuo a cambiare tante cose nella mia vita e nel mio modo di vivere, ma quello che conta è vivere...
Mi chiamo Renato, ho 47 anni sono sposato e ho tre splendidi figli.
La mia storia comincia molti anni fa esattamente nel 1994 quando scoprii di avere un carcinoma tiroideo… fui operato ben due volte e poi seguirono i classici follow up previsti per questa patologia. Tornai quindi al mio lavoro che era quello di assistente di volo in Alitalia e tutto sembrava tornato alla normalità.
Caro lettore, mi ritrovo a scriverti la mia storia per farti capire che non sei solo in questa battaglia e per aiutarti a non lasciare andare mai la presa sulla tua vita, che è la cosa più importante che tu possa avere. Mi chiamo Francesca, ho 23 anni e vivo a Roma.
Come in tutte le storie di finzione il finale può essere bello o brutto, ma in entrambi i casi lo decide l’autore. Nella vita non è proprio così: anche se possiamo decidere un percorso,
Qualsiasi cosa fosse accaduta non mi sarei mai arresa. Anche se avessi dovuto vivere il resto dei miei giorni su una sedia a rotelle
Amo godere di inebrianti sensazioni di libertà e di meraviglia. Era ciò che mi assicuravano le mie gambe forti e flessibili e di cui ero segretamente orgogliosa
È iniziata una salita che, a me, sembrava infinita. Ma la rabbia che avevo dentro è statala mia forza che mi ha fatto capire che la vita è una cosa meravigliosa
Ho capito che se siamo disposti a lottare possiamo ottenere tutto,vivere con un handicap è comunque vivere. Non tutti possono continuare il loro viaggio...